Humus e fertilità nella biodinamica
Humus e fertilità sono strettamente collegati nella biodinamica: l’humus non coincide semplicemente con la sostanza organica presente nel terreno. La distinzione è fondamentale: residui vegetali, letame e altri materiali organici costituiscono materia di partenza, mentre l’humus rappresenta una forma trasformata, alla quale la biodinamica attribuisce un ruolo preciso nella fertilità della terra.

Humus e fertilità: sostanza organica e humus
L’humus viene descritto come un colloide argilloso dalla consistenza di un gel. Una delle caratteristiche attribuite all’humus è la capacità di sciogliersi con il caldo e di indurirsi con il freddo. Questa proprietà viene collegata al rilascio graduale dei sali minerali nel terreno e quindi a una nutrizione più equilibrata della pianta.
La sostanza organica, invece, non è automaticamente humus. Può contenere microrganismi senza per questo svolgere la stessa funzione. Il passaggio dalla materia organica all’humus richiede una trasformazione.

Perché il letame fresco non equivale all’humus
Il materiale non trasformato, come il letame fresco, si distingue dall’humus proprio per il modo in cui rilascia le sostanze. Nella concezione descritta, la sostanza organica non ancora trasformata può liberare rapidamente sali solubili e composti azotati.
La pianta può quindi crescere molto vigorosamente, ma allo stesso tempo svilupparsi in modo debole: le radici possono rimanere poco sviluppate e i tessuti diventare troppo teneri. La fertilità non coincide quindi con la semplice quantità di sostanza organica distribuita.
La trasformazione verso l’humus
La materia organica deve trasformarsi fino a diventare humus. Nella pratica biodinamica descritta, questa trasformazione comprende anche l’impiego dei preparati biodinamici.
L’obiettivo è ottenere una forma di fertilità più stabile e duratura, nella quale i sali minerali vengano messi a disposizione gradualmente invece di essere liberati tutti insieme. L’humus diventa così una componente della fertilità permanente della terra.
Il processo di trasformazione della materia organica richiama anche il tema del lombricompostaggio, nel quale i lombrichi contribuiscono alla trasformazione dei materiali organici e alla produzione di humus.
Humus, struttura e vita del terreno
Il tema dell’humus non è separato dalla struttura del terreno. Le condizioni considerate favorevoli comprendono una struttura glomerulare, capace di lasciare penetrare l’aria, un corretto grado di umidità e una terra ricca di humus. Come riferimento per le condizioni di coltivazione viene indicato un contenuto di almeno il 2–3% di humus.

La relazione tra humus, struttura e attività biologica richiama anche l’articolo dedicato a Il suolo è vivo, dove il terreno viene considerato come un ambiente ricco di organismi e processi biologici.
Anche i lombrichi rientrano in questa visione. La loro presenza è collegata alla trasformazione biologica della materia organica e alla formazione dell’humus. Il lombricoltore viene considerato un coltivatore di humus: l’obiettivo non è semplicemente allevare lombrichi, ma favorire attraverso di essi un processo di trasformazione della materia.
Fertilità come processo
La fertilità della terra si costruisce quindi nel tempo. Non basta aumentare la quantità di materiale organico: occorre favorirne la trasformazione e creare nel terreno le condizioni nelle quali l’humus possa svolgere la propria funzione.
In questa prospettiva, humus, struttura, umidità, aria, attività biologica e preparati biodinamici fanno parte dello stesso sistema. Il terreno fertile non è soltanto un contenitore di nutrienti, ma un ambiente nel quale la materia organica si trasforma e i sali minerali possono essere messi progressivamente a disposizione delle piante.
Humus e fertilità nella biodinamica
L’aspetto specificamente biodinamico non consiste quindi nel semplice uso dell’humus, comune a molte pratiche agricole, ma nel modo in cui la sua formazione entra nella concezione della fertilità. La materia organica deve maturare fino a diventare humus e i preparati biodinamici vengono considerati parte di questo processo.
La differenza rispetto a una semplice concimazione organica è quindi il passaggio dalla quantità di materiale aggiunto alla qualità della sua trasformazione. In questa visione, la fertilità permanente nasce dalla capacità della terra di trasformare la materia organica e mantenerne gli effetti nel tempo.
Il ruolo della trasformazione della materia organica è inoltre collegato al compostaggio biodinamico, che approfondisce il rapporto tra materia organica, compost e pratica biodinamica.
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