Compostaggio biodinamico: materiali, cumulo e preparati
Il compostaggio biodinamico parte dalla trasformazione dei residui organici, ma attribuisce particolare importanza alla qualità dei materiali, alla costruzione del cumulo e all’impiego dei preparati biodinamici da cumulo. Il risultato ricercato è un compost maturo, destinato a diventare parte della fertilità della terra.

Compostaggio biodinamico: i materiali
I materiali vegetali indicati comprendono segatura e trucioli, cortecce, scarti di cucina e dell’orto, foglie, paglia di cereali e residui delle colture. Si possono utilizzare anche erbe purché non siano andate a seme.
Tra i materiali di origine animale troviamo letame ed escrementi di specie diverse, sangue, ossa, cuoio, setole, cascami animali e cornunghia. Sono inoltre elencati materiali di origine minerale, come fosforite, bentonite o argilla, lapillo vulcanico, basalto, sabbia silicea setacciata, cenere e alcuni materiali minerali organici o fossili, tra cui la leonardite.
È importante conoscere bene le caratteristiche delle sostanze impiegate e le loro reazioni durante la trasformazione. Quando possibile, i materiali dovrebbero provenire dagli scarti della stessa azienda o del proprio giardino.
Per un confronto con la gestione del compost al di fuori della pratica biodinamica, è possibile consultare anche l’articolo dedicato al compost nell’orto.
Il compost professionale a base di letame
Per il compost professionale si indica il letame bovino più fresco possibile, miscelato con la paglia nella giusta proporzione. Una condizione considerata importante riguarda l’alimentazione delle vacche: non dovrebbero ricevere insilati, non dovrebbero soffrire di diarrea e non dovrebbero ricevere trattamenti con antifermentativi o antibiotici. L’alimentazione indicata è basata soprattutto su fieno multi-specie, semi-appassito e ancora verde.

Un buon letame si presenta omogeneo, compatto, di forma spirale e privo di odori sgradevoli. Queste caratteristiche definiscono il tipo di letame considerato adatto alla preparazione del compost biodinamico.
Come costruire il cumulo
I materiali devono essere stratificati e, quando possibile, mescolati nelle proporzioni appropriate fino a ottenere una massa umida. Il cumulo non deve seccarsi eccessivamente, ma neppure diventare troppo acquoso.
Tra i fattori da controllare troviamo la qualità dei materiali, la loro localizzazione e dimensione, la forma del cumulo, l’umidità e il calore sviluppato dal compost. A questi elementi si aggiunge l’impiego dei preparati da cumulo.
Il processo non deve essere considerato una semplice accumulazione di rifiuti. La trasformazione deve procedere fino a quando il materiale perde la forma originaria e assume un odore simile a quello del terriccio di sottobosco.
Per gli aspetti generali relativi alla costruzione e alla gestione di un cumulo, è disponibile anche la guida su come fare il compost.
Quando il compost è maturo
Dopo circa 3–4 mesi, il cumulo può aver perso la forma originaria dei materiali e assumere l’aspetto e l’odore di un terriccio di sottobosco. In questo stadio viene considerato un buon concime ammendante.
Le foglie semilegnose, come quelle della magnolia, richiedono invece un periodo di trasformazione maggiore e possono richiedere maggiore cura.
Compostaggio biodinamico: preparati da cumulo
La caratteristica specificamente biodinamica del processo è l’impiego dei preparati da cumulo. La descrizione li presenta come erbe elaborate e maturate attraverso particolari procedimenti fino a ottenere sostanze umiche-colloidali, scure, inodori, umide e morbide.

I preparati vengono inseriti nel cumulo in quantità ridotte e sono associati ai processi di trasformazione. Nella concezione biodinamica descritta, il loro ruolo non consiste semplicemente nell’aggiungere nutrienti, ma nel sostenere il processo attraverso il quale il materiale organico arriva alla maturazione.
Il tema dei preparati da cumulo prosegue nell’articolo dedicato ai preparati da cumulo: piante, funzioni e utilizzo.
L’impiego del compost maturo
Il compost maturo si distribuisce in autunno, in modo localizzato e leggermente interrato, per ridurre la perdita delle sostanze nutritive e dell’azoto. Per la vigna si indica il momento successivo alla caduta delle foglie, così da non stimolare una nuova fase di crescita.
Un esempio quantitativo prevede, nei primi 3–4 anni, 150–200 quintali di compost per ettaro; successivamente la quantità può essere dimezzata e la distribuzione effettuata un anno sì e uno no, fino ad arrivare a un intervento ogni quattro anni. Queste quantità appartengono all’esempio descritto e non costituiscono una dose universale per ogni terreno o coltura.
Compostaggio biodinamico e fertilità della terra
Il compost biodinamico rappresenta quindi un passaggio preciso nel ciclo della materia: materiali diversi vengono scelti e combinati, il cumulo viene mantenuto nelle condizioni necessarie alla trasformazione, i preparati da cumulo entrano nel processo e il materiale matura fino a ottenere un prodotto stabile.
La specificità biodinamica non è il semplice compostaggio della materia organica, ma il collegamento tra cumulo, preparati e fertilità della terra. Il compost maturo viene infatti considerato parte della cosiddetta vivificazione della terra e del sistema complessivo dell’azienda agricola.
Il rapporto tra compost maturo e fertilità si collega anche al precedente articolo dedicato a humus e fertilità nella biodinamica.
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