Animali nella biodinamica: mucca, lombrichi e api
Gli animali nella biodinamica fanno parte dell’organismo agricolo e non rappresentano un’attività separata dalla coltivazione. Nella concezione biodinamica, la loro presenza si collega al movimento delle forze vitali, al ciclo dell’azoto e alla fertilità della terra.
Animali nella biodinamica: l’organismo agricolo
Storicamente, l’agricoltura ha accompagnato la presenza degli animali. Nella concezione descritta, tre specie occupano un ruolo centrale nell’organismo agricolo: la mucca, come rappresentante dei ruminanti, i lombrichi e le api.
La progressiva scomparsa di queste specie dalle aziende agricole viene interpretata, nella concezione biodinamica, come un impoverimento del territorio e dell’equilibrio dell’organismo agricolo.
Nella biodinamica, gli animali hanno il compito di mettere in circolo le forze vitali e di contribuire a compensare gli squilibri delle forze astrali, con un richiamo diretto al ciclo dell’azoto. La presenza degli animali dovrebbe quindi essere proporzionata alle esigenze del territorio e all’indirizzo dell’azienda.
Per approfondire il rapporto tra fertilità e ciclo dell’azoto, puoi leggere anche l’articolo sull’azoto nel terreno.

La mucca e la “mucca sotterranea”
Tra le specie considerate fondamentali troviamo la mucca, rappresentante dei ruminanti. Non tutte le aziende, però, possono allevare grandi animali. Il caso riguarda anche le aziende con coltivazioni in serra, dove l’allevamento dei grandi animali può risultare difficile o impossibile.
In queste situazioni, la concezione biodinamica propone una compensazione attraverso i lombrichi. L’obiettivo indicato consiste nell’arrivare ad almeno 50–80 lombrichi per metro quadrato, pari a circa 500.000 lombrichi per ettaro. Questa presenza assume simbolicamente il nome di “mucca sotterranea”.

Il tema dei lombrichi si collega direttamente anche al lombricompostaggio e alla produzione di humus di lombrico.
Animali nella biodinamica: api ed essenze mellifere
Anche le api possono mancare spontaneamente in alcune aziende. Per favorirne la presenza, la biodinamica indica essenze mellifere con fioritura scalare, capaci di offrire risorse agli insetti in periodi differenti.
Un’altra possibilità consiste nella collaborazione con un apicoltore disposto a collocare le proprie arnie nell’organismo agricolo. In questo modo le api entrano nel sistema dell’azienda e nella relazione tra fioritura, insetti e colture.

Le altre specie animali
La scelta delle altre specie richiede una valutazione caso per caso. Occorre considerare diversi fattori: indirizzo produttivo, ambiente, superfici, strutture, disponibilità di manodopera e altre condizioni dell’azienda.
La biodinamica non propone quindi un modello identico per tutte le realtà agricole. L’azienda deve scegliere le specie in rapporto alla situazione concreta e alla propria capacità di mantenerle in condizioni adeguate.
Animali e fertilità della terra
La presenza degli animali si collega anche alla materia organica. Il letame può entrare nel ciclo del compost e contribuire alla restituzione della materia al terreno; i lombrichi partecipano alla trasformazione della sostanza organica e si collegano alla formazione dell’humus.
Questo completa la visione circolare dell’organismo agricolo: la vegetazione alimenta il ciclo animale, gli animali restituiscono materia organica, il compost la trasforma e il terreno riceve nuovamente il materiale maturato.
Il rapporto tra compost e fertilità è approfondito nell’articolo sul compostaggio biodinamico, mentre il ruolo dell’humus nella fertilità è trattato nella pagina dedicata a humus e fertilità.

Un equilibrio interno all’azienda
Nella prospettiva degli animali nella biodinamica, l’animale non conta soltanto per il prodotto che fornisce. La sua presenza assume un significato interno all’organismo agricolo e si collega alla fertilità, al ciclo dell’azoto e all’equilibrio complessivo della terra.
Quando l’allevamento dei grandi animali non risulta possibile, la biodinamica propone di compensare questa assenza rafforzando altre componenti dell’organismo, in particolare i lombrichi e gli insetti utili.
La stessa concezione considera un’agricoltura priva di animali come un organismo agricolo indebolito, destinato ad avere maggiore bisogno di interventi definiti come “medicine”, tra cui concimi chimici e antiparassitari. La “mucca sotterranea” rappresenta l’immagine utilizzata per esprimere questa funzione sostitutiva.
In questa visione, quindi, gli animali costituiscono una componente dell’equilibrio interno dell’azienda e del ciclo della materia organica.
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