Percolato della lombricompostiera: raccolta, gestione e controllo nel tempo

Il percolato della lombricompostiera è il liquido che può raccogliersi nella parte inferiore del sistema quando l’acqua contenuta negli alimenti e nella massa organica attraversa il materiale presente. La sua presenza è legata alla gestione dell’umidità, alla quantità e al tipo di materiale introdotto e alla struttura della lombricompostiera. Per questo non basta raccoglierlo: bisogna anche capire da dove proviene e distinguere il liquido dall’humus solido.

Come si forma il percolato della lombricompostiera

Il materiale organico introdotto nella lombricompostiera contiene una quantità variabile di acqua. Durante la degradazione, parte di questa acqua può attraversare la massa e raggiungere la zona inferiore del contenitore. Nei sistemi dotati di drenaggio, il liquido viene convogliato verso il fondo e può essere raccolto separatamente.

La quantità prodotta non è sempre uguale. Dipende dalla quantità d’acqua presente negli alimenti, dall’umidità della lettiera, dalla struttura del sistema e anche dalle condizioni ambientali. Una maggiore produzione di liquido non significa quindi automaticamente che la lombricompostiera stia funzionando meglio o che si stia producendo più humus.

Telo impermeabile e scarico per il drenaggio della lombricompostiera

Nella grande compostiera in pallet utilizzata nell’esperienza pratica, il fondo era stato predisposto proprio per raccogliere il liquido: un telo impermeabile, sistemato con una pendenza, lo convogliava verso un punto di uscita collegato a un tubo e a un rubinetto. In quella configurazione, già pochi giorni dopo l’avvio era possibile raccogliere una quantità abbondante di percolato. Si tratta però di un dato riferito a quella specifica struttura e a quelle condizioni, non di una quantità attesa per ogni lombricompostiera.

Come raccogliere il percolato della lombricompostiera

La raccolta del percolato è possibile soltanto quando la lombricompostiera dispone di una zona di drenaggio progettata per separare il liquido dalla massa solida. Nei sistemi predisposti con fondo impermeabile e pendenza, il liquido può essere convogliato verso un punto di raccolta e prelevato attraverso un tubo o un rubinetto.

Lombricompostiera in legno con sistema di raccolta del liquido

La raccolta deve mantenere separati il liquido e il materiale solido. L’humus di lombrico maturo è il risultato della trasformazione della sostanza organica nella massa della lombricompostiera; il percolato è invece la frazione liquida che attraversa il materiale e raggiunge la parte inferiore del sistema.

Questa distinzione è importante anche quando si procede alla raccolta dell’humus. Il materiale solido destinato alla maturazione e alla successiva separazione deve essere gestito come una frazione diversa dal liquido raccolto alla base.

Quando il percolato è troppo abbondante

Una quantità elevata di liquido può essere collegata a un eccesso di acqua nel sistema. La lettiera deve infatti rimanere umida, ma non fradicia: quando l’acqua è eccessiva, l’aerazione può diminuire e possono comparire cattivi odori.

L’aumento del percolato va quindi osservato insieme alle condizioni della massa. Se la lettiera è troppo bagnata, la gestione richiede prima di tutto di intervenire sulla causa dell’eccesso di umidità. Tra i fattori da considerare rientrano la quantità di acqua contenuta negli scarti, gli apporti troppo abbondanti di materiale umido e, nelle lombricompostiere collocate all’esterno, l’ingresso continuo dell’acqua piovana.

Liquido scuro raccolto dal rubinetto della lombricompostiera

Nella gestione pratica, un modo semplice per controllare l’umidità è la prova del pugno: se stringendo una manciata di lettiera escono gocce d’acqua, la massa contiene troppa umidità. In questo caso si possono utilizzare materiali asciutti e strutturati, come carta, cartone o cartoni delle uova, per contribuire a ridurre l’acqua in eccesso e migliorare la struttura della massa.

La presenza del percolato, quindi, non deve essere interpretata da sola. Il valore del controllo sta nel mettere in relazione quantità di liquido, umidità, aerazione, alimentazione e comportamento della colonia.

Percolato della lombricompostiera e gestione nel tempo

La raccolta del liquido deve rientrare nella normale osservazione della lombricompostiera. Non è necessario intervenire continuamente, ma è utile controllare che il sistema non accumuli acqua in modo anomalo e che il drenaggio rimanga libero.

Quando la lombricompostiera è all’esterno, bisogna evitare che l’acqua piovana penetri continuamente nella massa. Anche la scelta e la preparazione della struttura incidono sulla capacità di gestire i liquidi: un sistema correttamente ventilato e drenato permette di controllare meglio l’umidità complessiva.

Percolato raccolto e conservato in un contenitore di vetro

Nel tempo, il percolato può cambiare in quantità e aspetto in relazione ai materiali presenti e alla fase del processo. Per questo non esiste una quantità fissa di liquido che debba essere prodotta regolarmente. La gestione corretta consiste piuttosto nell’osservare l’andamento del sistema e nel correggere gli squilibri quando compaiono.

Il percolato della lombricompostiera è un fertilizzante?

Il liquido raccolto alla base della lombricompostiera non deve essere identificato automaticamente come un fertilizzante pronto all’uso. La sua composizione dipende dal sistema, dai materiali presenti, dalla quantità di acqua e dal processo attraverso il quale il liquido ha attraversato la massa.

Una indicazione tradizionale descrive il liquido scuro prodotto dalla degradazione degli alimenti come “tè dei lombrichi” e ne propone l’impiego come fertilizzante liquido dopo una diluizione di 9 parti di acqua. Questo dato va però considerato come una pratica riportata e non come una regola universale per qualsiasi percolato.

È quindi importante non confondere due concetti: l’humus di lombrico è il materiale solido trasformato e maturo raccolto dalla lombricompostiera, mentre il percolato è la frazione liquida che si raccoglie alla base. Le due frazioni non hanno la stessa composizione e non devono essere trattate come se fossero intercambiabili.

Prima di utilizzare il percolato sulle piante è quindi prudente considerare la specifica origine del liquido e il modo in cui è stato prodotto, senza assumere che ogni liquido raccolto dalla lombricompostiera abbia automaticamente le caratteristiche di un concime.

Liquido della lombricompostiera diluito in acqua per l’irrigazione

Quando il sistema produce poco o nessun percolato

Non tutte le lombricompostiere producono quantità evidenti di liquido. Un sistema può funzionare anche con una produzione ridotta, soprattutto quando la massa mantiene un’umidità equilibrata e gli scarti introdotti non contengono grandi quantità di acqua libera.

L’assenza di percolato non deve quindi essere considerata da sola un segnale di malfunzionamento. Al contrario, l’obiettivo della gestione non è ottenere più liquido possibile, ma mantenere condizioni favorevoli alla colonia e alla trasformazione del materiale.

Anche in questo caso bisogna osservare l’insieme: stato della lettiera, umidità, aerazione, quantità di materiale presente, velocità di trasformazione e condizioni dei lombrichi.

Percolato, humus e continuità del ciclo

Il percolato fa parte della gestione del sistema, ma non coincide con il prodotto solido ottenuto dalla trasformazione. Quando arriva il momento di raccogliere l’humus maturo, il materiale solido viene separato e gestito indipendentemente dal liquido raccolto alla base.

La lombricompostiera continua poi il proprio ciclo. Il materiale non ancora trasformato resta nel sistema, la colonia mantiene il proprio ambiente di vita e nuovi scarti possono essere introdotti in quantità compatibili con la capacità dei lombrichi.

Controllare anche il percolato significa quindi osservare una delle componenti del sistema senza trasformarla nell’unico parametro di valutazione. Umidità, aerazione, alimentazione, temperatura e stato della colonia rimangono collegati e devono essere considerati insieme.

Conclusione

Il percolato della lombricompostiera nasce dal passaggio dell’acqua attraverso la massa organica e può essere raccolto nei sistemi dotati di un drenaggio adeguato. La sua quantità dipende dalle caratteristiche degli scarti, dall’umidità della lettiera, dalla struttura e dalle condizioni di gestione.

Raccogliere il liquido e osservarne la produzione aiuta a controllare il sistema, soprattutto quando compare un eccesso di acqua o quando la massa tende a sviluppare cattivi odori. Il percolato deve però essere mantenuto distinto dall’humus solido e non deve essere considerato automaticamente un fertilizzante.

La gestione nel tempo consiste soprattutto nel mantenere un equilibrio: il liquido deve poter essere drenato quando presente, mentre la lettiera deve restare umida ma non satura e la colonia deve continuare a trovare condizioni adatte alla trasformazione degli scarti.

Video: raccolta del percolato dalla lombricompostiera


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