Casotto per gli attrezzi in legno: costruzione, isolamento e organizzazione
Costruire un casotto per gli attrezzi in legno permette di trasformare uno spazio esterno inutilizzato in un ambiente pratico, protetto e organizzato. In questo progetto Stefano di BioGardening realizza personalmente una struttura destinata a custodire attrezzi e materiali, curandone la costruzione, l’impermeabilizzazione, l’isolamento e l’organizzazione interna.

Preparazione della base per il casotto in legno
Il lavoro comincia dalla preparazione e dal livellamento dell’area destinata al casotto. La base viene predisposta utilizzando sabbia e brecciolino, creando un appoggio regolare per la struttura.
Vengono quindi posizionate piastre di appoggio da 40 × 40 cm, utilizzate come base per le staffe metalliche che sostengono i montanti verticali.
La struttura portante del casotto
Le staffe vengono ancorate alla base e nei supporti vengono inseriti i montanti verticali in legno, con sezione di 7 × 7 cm. I montanti vengono fissati alle staffe con viti da 6 cm, mentre per il fissaggio delle piastre alla base vengono utilizzate viti da 10 cm.
Una volta posizionati i montanti, vengono aggiunti gli elementi orizzontali che collegano la struttura e ne aumentano la rigidità. Il telaio viene così completato progressivamente fino a formare la struttura portante del casotto per gli attrezzi e il sostegno della copertura.

Il tetto in legno
La copertura viene realizzata con doghe di legno a incastro, posate una accanto all’altra fino a creare una superficie continua.

Impermeabilizzazione e isolamento del tetto
Il tetto viene successivamente preparato per essere impermeabilizzato e isolato. Sulla superficie vengono stesi rotoli di guaina, prestando particolare attenzione alle giunzioni tra i diversi elementi.
Le giunzioni vengono ulteriormente trattate con guaina liquida per migliorare la protezione contro le infiltrazioni. Sopra l’impermeabilizzazione vengono aggiunti pannelli isolanti e, infine, una copertura esterna in lamiera ondulata che protegge il tetto dagli agenti atmosferici.


Il rivestimento delle pareti e l’isolamento
Terminata la struttura, le pareti vengono rivestite con tavole di legno. Le tavole vengono tagliate a misura e fissate ai montanti, formando progressivamente il rivestimento esterno.
Anche l’interno viene rivestito in legno. Tra la struttura portante e il rivestimento vengono inseriti pannelli di polistirolo, così da ottenere uno strato isolante all’interno delle pareti.

I due accessi al casotto
Il casotto dispone di due accessi distinti. L’ingresso principale è costituito da una porta più grande, realizzata con una tavola di legno dello spessore di circa 2 cm.
Sul lato della struttura viene invece realizzata una porticina più piccola. Questo secondo accesso facilita l’ingresso e ha anche una funzione pratica durante i mesi più caldi: aprendo contemporaneamente la porta principale e la porticina laterale si favorisce il ricambio dell’aria e si crea corrente all’interno del casotto.


Il lucernario in plexiglass riciclato
Sopra la porticina laterale viene realizzato un piccolo lucernario. Nella parte alta della parete viene ricavata un’apertura destinata a ospitare una lastra di plexiglass riciclato.
Il lucernario permette alla luce naturale di entrare nel casotto durante il giorno, migliorando la visibilità all’interno senza dover mantenere aperte le porte.

Impermeabilizzazione e finitura del casotto
Una volta completata la struttura, l’intero casotto viene trattato con guaina liquida trasparente, sia all’esterno sia all’interno. Questo trattamento contribuisce a proteggere il legno e le superfici dall’umidità.
Alla finitura viene aggiunto anche un impregnante color noce, che conferisce al legno una tonalità più calda e uniforme e contribuisce alla protezione della struttura.

La grondaia per raccogliere l’acqua piovana
Alla copertura viene aggiunta una grondaia, con la funzione di raccogliere e convogliare l’acqua piovana proveniente dal tetto, evitando che l’acqua cada direttamente lungo le pareti e alla base del casotto.
L’organizzazione interna e lo spazio di lavoro
Una volta terminata la struttura, l’interno viene organizzato per sfruttare al meglio lo spazio disponibile. Vengono realizzate mensole per sistemare gli attrezzi e i materiali, insieme a un tavolo da lavoro che permette di utilizzare il casotto anche come piccolo spazio operativo.
L’ambiente viene inoltre dotato di un impianto elettrico a 220 volt e di un impianto a 12 volt. L’alimentazione a 12 volt è collegata a un impianto fotovoltaico realizzato dallo stesso Stefano di BioGardening.
In questo modo il casotto non è soltanto un semplice ricovero per gli attrezzi, ma diventa uno spazio di lavoro autonomo e organizzato.
Il risultato finale
Il risultato è un casotto per gli attrezzi in legno costruito interamente da Stefano di BioGardening, con struttura e rivestimenti in legno, isolamento delle pareti, tetto impermeabilizzato e isolato, copertura esterna in lamiera, grondaia, due accessi, lucernario in plexiglass riciclato e un ambiente interno organizzato con mensole e tavolo da lavoro.


La presenza di due porte permette inoltre di utilizzare la struttura in modo più flessibile: oltre a facilitare l’accesso, la porticina laterale può essere lasciata aperta insieme all’ingresso principale per favorire la ventilazione durante l’estate.
L’impianto elettrico a 220 volt e quello a 12 volt alimentato dall’impianto fotovoltaico completano il progetto, trasformando il casotto in un piccolo laboratorio e spazio di servizio per le attività di BioGardening.
Video del progetto
Guarda il video completo della costruzione del casotto per gli attrezzi:
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